Pubblicato da: Francesco Filippi | luglio 2, 2010

Come scegliere i soci per creare una società

Come già accennato nella mia guida Creare Oggetti di Design, una delle chiavi fondamentali per il successo, quando si decide di mettersi in proprio, è quella discegliere se agire in “solitaria” o mettersi in società con qualcuno.

Agire in “solitaria” avrà sia aspetti negativi che positivi ma si deciderà sempre da soli e la responsabilità sarà sempre propria.  Se invece si avranno uno o più soci, molte saranno le decisioni che si dovranno condividere e dalla bontà di queste dipenderanno sia il raggiungimento degli obiettivi che la durata della società.

Nella creazione di una società, spesso si trascura l’aspetto comportamentale delle persone coinvolte, sicuri che l’energia sviluppata in seguito all’innovatività del progetto trainerà tutti verso l’obiettivo comune.

Considerare “trainante” un progetto innovativo ha un grande valore quando una società è già attiva da tempo e se quasi tutte le sfere di attività interne all’organizzazione sono state messe a punto nel corso degli anni, come quella economica, produttiva, commerciale, di marketing, di progettazione, e soprattutto di relazioni interne tra dipendenti e dirigenti ma in modo trasversale tra tutti.

Una società appena creata inizia da zero e spesso gli aspetti di relazione tra le persone o soci coinvolti possono fare la differenza.

Esclusi gli aspetti professionali – per i quali solo il tempo può confermare o non il successo di un’attività – è possibile rendersi conto se le persone saranno adatte a lavorare insieme già dai primi mesi, sia nel caso in cui si verifica la preparazione di un nuovo socio sia nel caso di un’azienda con un nuovo assunto.

Ma come fare a capirlo? Quali sono le caratteristiche fondamentali diun individuo che vuole creare qualcosa di nuovo con qualcun altro ma diciamo anche, in generale, che vuole affrontare un lavoro?

Per maggiore chiarezza, suddividerò queste caratteristiche in quattro macro categorie, consapevole della trasversalità di alcune di queste con le altre.

Definisco quindi:

Capacità personali:
– Visione di lungo periodo
– Propensione al cambiamento
– Flessibilità di comportamento verso situazioni nuove
– Capacità di problem solving.

Capacità emotive:
– Resistenza allo stress e sua veloce integrazione
– Comprensione e rispetto delle esigenze altrui.

Capacità di relazione:
– Rispetto della gerarchia o, quanto meno all’inizio di una nuova attività, dell’anzianità del socio con più esperienza
– Capacità di interazione e integrazione con gli altri
– Propensione all’ascolto
– Condivisione delle scelte.

Capacità comportamentali:
– Prendersi la responsabilità delle proprie azioni
– Comportarsi in modo etico
– Dire la verità.

Come affermo spesso, è necessario che, ancor prima di creare un business, vengano definiti in modo univoco quelli che sono icomportamenti comuni che vedano il rispetto dell’altro e la sua diversità al primo posto. La formazione degli individui a molti dei valori elencati sopra sarebbe fondamentale e di grande importanza sociale, ancor prima di qualsiasi titolo o addirittura di sapere leggere e scrivere.

Grazie se vorrete fare commenti a questo post!

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